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2019 – Un intellettuale scomodo

1 Giugno 2019 ore 8:00 am - 5:00 pm

Da eretico, per i cattolici romani di fine Cinquecento, a martire della nuova e libera filosofia, per gli intellettuali italiani della seconda metà dell’Ottocento: strano destino per un ragazzo nato a Nola in Campania, nel 1548. Diciassettene, Filippo Bruno veste l’abito domenicano a Napoli e prende il nome di Giordano. Sacerdote nel 1572, dottore in teologia tre anni dopo, animato da un’insaziabile passione per lo studio, Giordano Bruno diviene in breve tempo uno dei più brillanti intellettuali d’Europa. Ma la passione per la verità lo pone inevitabilmente in contrasto con la cultura dogmatica del tempo (un’atmosfera oscurantista e retriva di cui sarà vittima lo stesso Galilei, qualche decennio dopo). Inizia così un lungo peregrinare: da Napoli, dove si è aperto un processo a suo carico per eresia, si sposta a Roma. Nel 1576 abbandona l’abito domenicano e fugge nel Nord Italia, spostandosi da una città all’altra: Genova, Savona, Torino, Padova, Bergamo. Insegna astronomia a Noli, in Liguria, pubblica i suoi primi libri a Venezia. Lo troviamo poi a Ginevra, dove aderisce solo per breve tempo al calvinismo, a Tolosa dove ottiene la cattedra di filosofia, a Londra dove conosce a corte la regina Elisabetta e compone alcune tra le sue opere più importanti. La cena delle ceneri, che contiene la difesa dell’eliocentrismo copernicano; De l’infinito universo et mondi, dove presenta la sua teoria di un universo infinito composta da innumerevoli mondi, Lo spaccio della bestia trionfante e Degli eroici furori. Ancora a Oxford, dove suscita le ire dei teologi locali, poi in Francia, Germania, dove insegna a Wittenberg, con la forte opposizione dei calvinisti, a Praga, Helmstedt, Francoforte, e infine a Venezia, invitato dal nobile Giovanni Mocenigo, che spera di apprendere da Bruno l’arte della memoria, quella “mnemotecnica” di cui il filosofo nolano è maestro. Nel maggio 1592 Mocenigo consegna all’Inquisitore di Venezia un’accusa di eresia nei confronti di Bruno, che viene subito arrestato. L’anno successivo viene estradato a Roma, dove inizia un processo che durerà sette anni in cui Bruno difende tenacemente, in lunghi ed estenuanti interrogatori – probabilmente sottoposto anche a tortura -, le proprie tesi, rifiutando di abiurare. Il tribunale del Santo Uffizio lo condanna infine alla pena capitale, in quanto eretico “formale, impenitente, pertinace”, e i suoi libri messi all’Indice e condannati al rogo. Giordano Bruno viene arso vivo a Roma, in Campo de’ Fiori, il 17 febbraio 1600. L’evento ripercorrerà la vita del filoso, ponendo l’accento sugli aspetti innovativi del suo pensiero. Sarà un’occasione per scoprire i grandi filosofi italiani e le estreme conseguenze che spesso essi hanno dovuto sopportare per difendere il proprio pensiero e le proprie idee. In un’epoca in cui spesso le opinioni si formano attraverso la lente spesso distorta di mass media e social, si cercherà di trasmettere il messaggio per cui la propria cultura è l’unico strumento a cui si può demandare la valutazione dei fatti che accadono e cos’è la cultura se non ciò che rimane di tutto ciò che si apprende? E quale modo migliore di apprendere se non leggere? L’evento, sarà rivolto a tutti i cittadini di Castelluccio ma orientato soprattutto verso i ragazzi, ai quali si cercherà di trasmettere la determinazione e il coraggio di difendere le proprie idee.

Dettagli

Data:
1 Giugno 2019
Ora:
8:00 am - 5:00 pm
Categoria Evento: